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STAGIONE 2019 2019-01-30T18:50:25+00:00

BACCANTI e MEDEA sono le protagoniste indiscusse della stagione teatrale 2019. Le opere s’impregnano di civiltà greca e incontrano il pensiero di un Euripide misogino ed ellenisticamente innovativo partorendo poi il terrore per l’irrazionale e il diverso che contraddistingue il periodo della Caccia alle Streghe del XVII secolo, periodo storico in cui le scelte registiche immergono i testi integrali mantenendo la classicità con l’inserimento della recitazione in metrica puramente greca, in distici elegiaci e trimetri giambici. Lo spettatore percepirà le insicurezze più ascose. Il tempo è algido, pietrificato. Rancidi latrati di vendetta si stagliano fra le ombre e orride sensazioni restano sospese nell’aria immota, pronte a schiantarsi nelle viscere più atre e marce di un grembo putrido che si sgraverà di passioni consunte. Infonderemo il dubbio sugli aspetti più sensibili e imperscrutabili dell’essere donna e madre e sulla costante che regola il rispetto della fede e dell’amore.

BACCANTI

È forse sbagliato non osservarne un culto o è più utile perseguire un proprio credo? Da ogni azione scaturisce un’inevitabile conseguenza e il contraccolpo che spetta a chi rinnega una Potenza Primordiale non può che essere il castigo. Dioniso giunge al termine di un percorso di evangelizzazione dell’intero Occidente. Nessun mortale può ostacolare la volontà suprema di un essere così spietato e vendicativo. Un esercito di donne al suo seguito, streghe, assassine, vendicative e violente, adultere veneratrici, pronte a divulgare il verbo del Dio. Come uno sciame di api sono pronte a difendere il proprio alveare; come un groviglio di serpi sono in grado di circuire la mente di ogni uomo; come un branco di belve sono pronte a distruggere chiunque ostacoli la loro Verità. E non c’è rigore alcuno che tenga, né istituzionale, né morale. Nessun ritegno, neppure per i legami di sangue.

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MEDEA

Femmina nel genere, strega nelle capacità di intendere e volere. Non è folle, è eccessiva. Rea. Detentrice di una lucidità abbacinante e di una dottrina dissimile dal contesto circostante. Martire di un continuum di umiliazioni. Un animo depravato che risponde alle regole di un proprio credo. Eppure la sua è una crudeltà innocente. E’ la necessità di rivalsa che muove l’impulso violento e la facilità con cui è abituata a distruggere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento dei suoi scopi. Lacerata dal dissidio di un amore materno che la porterebbe a dimenticarsi di sé e una brama di vendetta che, in fondo, è la distruzione di un’altra parte di sé. E’ possibile che una madre uccida i propri figli? Le passioni si consumano. Le promesse si frantumano come ghiaccio ai colpi di scure. Una donna tradita partorisce furie inumane. Una sola volizione: ripagare l’oggetto del suo amore, barbaramente.

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Manuale del Cortese Spettatore